DIRITTI DEGLI OMOSESSUALI

marzo 22, 2016

Questa voce presenta una panoramica delle leggi inerenti alle persone e i comportamenti omosessuali in diversi paesi del mondo; queste possono variare, anche di molto, da paese a paese: dalla completa equiparazione del matrimonio omosessuale a quello eterosessuale da una parte alla pena di morte come condanna per i comportamenti omosessuali, o anche solo per l’espressione della propria identità di genere dall’altra.

I diritti per le persone lesbiche, gay, omosessuali o transgender (LGBT) fanno parte del più ampio spettro dei diritti umani e dei diritti civili e includono (ma non sono limitati a):

  • una legislazione anti bullismo, contro la discriminazione e il bullismo omofobico all’interno dell’ambito scolastico a protezione degli adolescenti omosessuali.
  • il riconoscimento dell’omogenitorialità.
  • l’uguaglianza in materia di immigrazione.
  • leggi anti discriminatorie in materia di occupazione ed alloggio.
  • leggi contro i crimini d’odio che prevedano sanzioni alla violenza contro le persone LGBT motivata da pregiudizio.
  • parificazione dell’età del consenso.
  • legislazione relativa all’orientamento sessuale e al servizio militare.
  • riconoscimento delle relazioni omosessuali, tramite unioni civili o matrimonio tra persone dello stesso sesso.
  • la possibilità di adozione da parte di coppie dello stesso sesso.
  • parità di accesso alle tecniche di procreazione assistita.
  • il riconoscimento giuridico del transessualismo e la possibilità di riassegnazione del sesso a partir dall’identità di genere.
  • l’accesso alla transizione (transgenderismo), ad una riassegnazione chirurgica del sesso e ad una terapia ormonale sostitutiva.

diritti omosessuali

L’appartenenza all’Unione europea di alcuni degli stati qui illustrati non solo esige l’abrogazione delle legislazioni persecutorie degli omosessuali, ma, con il Trattato di Amsterdam, esige l’approvazione di legislazioni che regolamentano la questione (i termini di questa clausola non sono ancora stati attuati in molti dei paesi dell’Unione).

Va inoltre ricordato che nel 2011, le Nazioni Unite hanno approvato la prima risoluzione che riconosce diritti alle persone omosessuali e transgender, seguito da un report che documenta le violazioni dei diritti delle persone omosessuali, inclusi crimini di odio, criminalizzazione dell’omosessualità e discriminazioni. La maggioranza dei paesi europei ha sottoscritto questa dichiarazione.

Per quanto riguarda il tema  molto attuale delle Unioni Civili fra coppie dello stesso sesso, nell’Unione europea mancano del tutto legislazioni a riguardo in Slovacchia, Polonia, Romania e Bulgaria mentre tutti gli altri Paesi prevedono un riconoscimento giuridico; in molti casi è previsto anche il matrimonio omosessuale.

L’Italia, ad oggi, non permette alle coppie dello stesso sesso di contrarre matrimonio e fino a quest’anno non prevedendo alcuna forma di riconoscimento giuridico per le coppie di fatto, non le riconosceva neanche in quanto conviventi. Varie associazioni e partiti politici hanno presentato suggerimenti per colmare queste mancanze.

Tra le proposte minime c’è stata in passato l’istituzione del PACS (Patto Civile di Solidarietà), che attribuirebbe ad una coppia che sottoscrive il patto, eterosessuale o omosessuale, una serie di diritti economici di solidarietà e alcuni diritti civili minori (per esempio il diritto all’eredità in caso di morte del partner, il diritto alla reversibilità della pensione, il diritto al subentro nel contratto d’affitto, il diritto di estensione della cittadinanza o di concessione del permesso di soggiorno in caso un membro della coppia sia straniero, agevolazioni fiscali varie, ma non è previsto il diritto all’adozione di figli).

Nel corso della XVII legislatura, iniziata nel 2013,  un disegno di legge noto mediaticamente come ddl Cirinnà, dal nome della proponente la senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà prima in discussione presso il Parlamento, è stato presentato in Senato il 10 Febbraio 2016 diviso in due capi: il primo capo, all’articolo 1, introduce nell’ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso «quale specifica formazione sociale, ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione». Il testo stabilisce la netta separazione semantica tra “nuove” unioni e matrimonio, secondo le richieste di diversi cattolici del PD: cancella ogni riferimento al matrimonio e di conseguenza qualsiasi riferimento all’articolo 29 della Costituzione. La nuova legge introdurrà di fatto un nuovo istituto di diritto di famiglia, distinto dal matrimonio. Negli articoli successivi si disciplinano le modalità per la costituzione delle unioni civili e si spiegano le cause di impedimento, si definiscono diritti e doveri derivanti dall’unione, si estendono le disposizioni in materia di diritti successori dei coniugi, si stabilisce lo scioglimento dell’unione.

Nell’articolo 5 si parla di stepchild adoption, cioè la possibilità di adottare il figlio del partner. Viene esclusa l’applicabilità dell’istituto dell’adozione legittimante: per le coppie dello stesso sesso unite civilmente non sarà possibile, quindi, adottare bambini che non siano già figli dell’altro o altra componente della coppia.

Il Capo II (articoli da 11 a 23) definisce la convivenza di fatto; stabilisce doveri di reciproca assistenza, diritti di permanenza nella casa comune di residenza, l’obbligo di mantenimento in caso di cessazione; parifica i diritti del convivente superstite a quelli del coniuge superstite; si spiegano le cause di nullità del contratto di convivenza.

Il governo guidato dal premier Matteo Renzi trovato l’ accordo politico all’ interno della maggioranza, ha presentato il 23 febbraio 2016 un maxi emendamento che recepisce il ddl Cirinnà, stralciando la parte relativa alla stepchild adoption, e distinguendo l’ istituto dell’unione civile dal matrimonio.

E’ stata posta la fiducia sul maxi-emendamento con votazione al senato il 24 febbraio 2016. Il 25 febbraio il Senato ha approvato le unioni civili.


BIBLIOGRAFIA:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Diritti_LGBT_nel_mondo

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Diritti_LGBT_in_Europa

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Diritti_LGBT_in_Italia

http://www.ilpost.it/2016/02/10/si-comincia-a-votare-la-legge-sulle-unioni-civili