ITALIA DAL REFERENDUM ALLA COSTITUZIONE

marzo 29, 2016

 DALLA LIBERAZIONE ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

  • La fine del regime fascista il 25 luglio del 1943 e il successivo armistizio proclamato da Badoglio l’8 settembre dello stesso anno lasciano un’Italia tragicamente divisa. A Nord l’occupazione tedesca continua mentre Mussolini prova a riprendere le redini del comando dando vita alla Repubblica Sociale Italiana. Il Sud, invece, è ufficialmente governato dal re, ma l’istituzione del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) rende evidente la necessità di dare un ruolo politico di rilievo ai partiti antifascisti italiani che avevano cooperato alla liberazione del territorio italiano.
  • Questa esigenza trova piena soddisfazione nel giorno in cui gli Alleati entrano a Roma (4 giugno 1944), giorno in cui viene istituito il primo ministero Bonomi il quale approva una costituzione provvisoria per i territori non più occupati. Dopo otto mesi di stallo, nell’aprile del 1945 le forze Alleate riescono a fare breccia nella cosiddetta linea gotica e a penetrare in Val Padana. Il tedeschi vengono progressivamente scacciati dal territorio italiano fino a quando, nel giugno del 1945, viene formato il primo governo dell’Italia liberata con a capo Ferruccio Parri. In attesa di poter eleggere il parlamento, il governo nomina la Consulta, un’assemblea di 430 membri tra sindacalisti, reduci e componenti di altre associazioni.
  • Oltre alla consulta, il governo decide di istituire il Ministero per la Costituente con l’incarico di preparare studi e progetti sui principali problemi connessi alla riforma dello Stato.
  • I dissensi interni, tuttavia, e in particolare l’opposizione dei liberali, obbligano il governo Parri alle dimissioni. Gli succede Alcide De Gasperi.
  • Il governo De Gasperi modifica la costituzione provvisoria e decide di delegare al popolo tramite un referendum la soluzione della questione istituzionale. Sia il referendum che le elezioni per l’assemblea costituente si svolgeranno il 2 giugno. Intanto, tra aprile e marzo il popolo italiano per la prima volta dopo vent’anni e per la prima volta senza distinzione di sesso è chiamato a votare alle elezioni amministrative.

L’ORA DELLE SCELTE: MAGGIO-GIUGNO 1946perché-si-festeggia-il-2-giugno

  • La campagna elettorale per le elezioni del 2 giugno 1946 è segnata da profonde inquietudini di natura tanto politica quanto sociale. La situazione, per molti versi senza precedenti, vede tutte le donne italiane e il 60% degli uomini votare per la prima volta. I programmi politici dei partiti antifascisti vengono messi in secondo piano rispetto al dibattito sul significato e i possibili esiti della scelta fra Monarchia e Repubblica. In ogni caso, la mobilitazione è straordinaria e in tutto il paese si respira un clima di grande passione civile che si accompagna alle gravi tensioni generata dalla diffusione di armi non consegnate alle autorità.
  • Il 2 giugno, nonostante le tensioni e le profonde divisioni, le consultazioni elettorali non vengono turbate da avvenimenti violenti e l’89.1% del corpo elettorale si reca alle urne. I risultati del referendum istituzionale sono favorevoli alla Repubblica e fra il 12 e il 13 giugno il Consiglio dei ministri delibera di far assumere a De Gasperi la funzione di Capo provvisorio dello Stato. In seguito alla proclamazione dei risultati, il Re viene costretto a lasciare l’Italia sancendo così la fine ufficiale della Monarchia e portando alla scomparsa dalla scena politica italiana della vecchia classe dirigente.
  • Per quanto riguarda l’Assemblea Costituente, i tre partiti che ottengono la maggioranza sono: la Democrazia Cristiana con il 35.2% dei voti, il Partito Socialista di Unità Proletaria con il 20.7% e il Partito Comunista Italiano con il 18.9%. Fra i 556 costituenti, 21 erano donne.

L’ATTIVITA’ DELLA COSTITUENTE

  • L’Assemblea Costituente è la prima realmente eletta a suffragio universale in Italia e costituisce la rinascita del Parlamento. L’Assemblea si apre con l’appello di Vittorio Emanuele Orlando “all’unione, alla pacificazione e alla concordia” e procede immediatamente con l’elezione del suo Presidente Giuseppe Saragat e del Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola.
  • I lavori della Costituente procedono su più binari: mentre una commissione di 75 Costituenti nominati dal Presidente si occupa di preparare il Progetto di costituzione, il resto dell’Assemblea viene divisa in tre sottocommissioni per provvedere all’esame dei disegni di legge: la prima si occupa dei “diritti e doveri dei cittadini (esclusi quelli economici)”, la seconda dell’ ”organizzazione costituzionale dello Stato” e la terza dei “diritti e doveri nel campo economico e sociale”. Il Progetto di Costituzione viene presentato in Assemblea il 31 gennaio 1947 ed è il frutto di un attento lavoro di armonizzazione tra i lavori del tre sottocommissioni.
  • Dal 4 marzo inizia il lungo dibattito in Aula sul Progetto di Costituzione con la presidenza dell’onorevole Terracini, succeduto a Saragat. I segni lasciati dalla Seconda Guerra Mondiale spingono i Costituenti ad affermare con forza i grandi valori della tradizione liberale assieme ai più originali valori di solidarietà, giustizia e pace. Il dibattito è all’insegna del confronto tra culture politiche diverse e differenti concezioni della vita sociale e quello che viene fuori il più bell’esempio di compromesso storico dell’era repubblicana. Il 1 gennaio del 1948 la Costituzione diventa la fondamentale regola di convivenza del Paese.

L’ITALIA E I RAPPORTI INTERNAZIONALI

  • All’indomani della liberazione, i governi formati dai partiti antifascisti devono fronteggiare, oltre ai gravi problemi interni, la questione delle nuove relazioni internazionali. Tra tutti il trattato di pace è il più importante problema di politica estera da affrontare. L’obiettivo principale dei due ministeri De Gasperi è quello di far considerare l’Italia una nazione cobelligerante. In questa prospettiva, nelle bozze del trattato vennero contestate le ipotesi di gravi amputazioni territoriali, l’imposizione di riparazioni e le restrizioni di carattere militare. Tuttavia, fin dalla prima Conferenza dei ministri degli Esteri di Londra (11 settembre-2 ottobre 1945), la posizione italiana risulta estremamente debole così che il governo italiano non può partecipare alla elaborazione del trattato di pace che viene definito dai “Quattro Grandi” (Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia).
  • Alla Conferenza dei Ventuno (Parigi 30 luglio – 15 ottobre 1946) De Gasperi difende con grande forza e dignità le ragioni dell’Italia. Ma nonostante la denuncia della mancata considerazione della cobelligeranza italiana, delle limitazioni territoriali sulla stessa indipendenza politica del paese, della pesantezza delle clausole economiche e finanziarie e della inaccettabile soluzione prospettata per il problema di Trieste, il Consiglio dei ministri degli Esteri redige il testo definitivo del trattato di pace senza dare ascolto alle parole di De Gasperi.
  • Al momento della sua ratifica, il trattato di pace contiene tra le altre cose rettifiche territoriali a occidente, la cessione di ampi territori alla Jugoslavia, dure clausole militari e finanziarie e la perdita delle colonie.
  • L’accettazione del duro trattato di pace è obbligata in quanto unico strumento utile a rompere lo stato di isolamento del paese. Con questa idea De Gasperi si reca, nel gennaio 1947, negli Stati Uniti dove riesce a stabilire un rapporto di fiducia con le autorità statunitensi. Così il 23 marzo 1947 l’Italia viene ammessa nella Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo e nel Fondo Monetario Internazionale.
  • Il trattato entra così in vigore il 15 settembre 1947 dopo la ratifica prima da parte del Consiglio dei ministri e poi da parte dell’Assemblea. La fase successiva dell’Assemblea Costituente è segnata dal mutato contesto politico internazionale che si avvicina a passo veloce e deciso verso lo scoppio della guerra fredda.Emblema italia

LA NUOVA ITALIA: UNA COSTITUZIONE, UNO STEMMA

  • La Costituzione entra ufficialmente in vigore il 1 gennaio 1948, dopo che l’Assemblea l’aveva approvata a larghissima maggioranza con 453 voti a favore e 62 contrari. Per redigere la Costituzione, la Costituente aveva tenuto 375 sedute pubbliche. Concluso il capitolo della Costituzione, era il momento di andare al voto, ma prima l’Assemblea Costituente approva la legge sulla stampa, poi la legge elettorale per il Senato e infine le leggi costituzionali di approvazione degli Statuti speciali.
  • L’ultimo giorno prima dello scioglimento, l’Assemblea approva l’emblema della Repubblica e il disegno di legge costituzionale sui giudizi di legittimità costituzionale e sulle garanzie di indipendenza della Corte Costituzionale.

bibliografia

Dalla Liberazione alla Costituzione. Documenti, voci, immagini in mostra alla Camera dei deputati, catalogo della Mostra alla Sala della Regina, Montecitorio, dal 23 febbraio all’8 aprile 2006, Leonardo International, Milano, 2006

http://www.raiscuola.rai.it/articoli/il-sistema-elettorale-proporzionale-costituente-e-costituzione/5338/default.aspx

http://www.raiscuola.rai.it/lezione/costituzione-italiana/1476/default.aspx