LA CARTA DI ROJAVA

marzo 23, 2016

In Rojava, regione situata a nord della Siria, la maggioranza dei curdi, guidati dal PYD (Partito di Unione Democratica) si è resa autonoma, divulgando il 29 Gennaio del 2014 una costituzione chiamata Carta del Contratto Sociale.

La rivoluzione, iniziata nel 2011, ha dato come esito la formazione di una regione indipendente, abitata da 4,6 milioni di curdi, divisa in tre cantoni autonomi: il Cantone di Cizire, il Cantone di Kobane e il Cantone di Efrin. Lo stato del Rojava non ha preso parte alla guerra civile in Siria, ed è un finanziatore della lotta contro l’Isis, da cui ancora oggi deve quotidianamente difendersi. La difesa del Rojava contro lo Stato Islamico ha attirato l’attenzione di tutto il mondo.

Il 25 Marzo del 2015 il Consiglio d’Europa a Strasburgo ha espresso “solidarietà e supporto all’ amministrazione del governo locale e alla popolazione di Kobane, così come alle altre città della zona che sono state e continuano ad essere vittime dell’estremismo”, e ha sollecitato un sostegno da parte della comunità internazionale. Il 20 Giugno, alla Camera dei Deputati è stata accolta una delegazione di Kobane, ricevuta anche dal Presidente della camera e dal Ministro degli Esteri.

Il Rojava ha l’obbiettivo di istituire una democrazia partitica e si è autodichiarato uno stato confederale.

COSTITUZIONE:

La costituzione del Rojava è introdotta da un preambolo ed è formata da 96 articoli divisi in 9 sezioni. Le prime tre sezioni affermano i diritti e le libertà dei cittadini, e stabiliscono la struttura dello stato. Le restanti sezioni specificano i ruoli degli organi statali.

I SEZIONE – PRINCIPI GENERALI:

Viene introdotta la carta e l’intera costituzione viene riassunta in 12 articoli. In questa parte sono presenti sia articoli riguardanti i principi, sia quelli riguardanti l’organizzazione statale.

II SEZIONE – I PRINCIPI FONDAMENTALI:

Questa sezione approfondisce maggiormente i presupposti della società del Rojava, soffermandosi meno sugli obbiettivi che la società deve raggiungere e perseguire, a differenza della corrispettiva parte della costituzione italiana che parla dei principi fondamentali.

III SEZIONE – DIRITTI E LIBERTA’

Nella terza sezione vengono analizzati in maniera sistematica tutti i diritti e le libertà che spettano ai cittadini.

IV SEZIONE – ASSEMBLEA LEGISLATIVA

Nella quarta sezione vengono analizzati i compiti e le modalità di elezione dell’assemblea  legislativa, specificando le modalità con cui essa deve operare.

V SEZIONE – IL CONSIGLIO ESECUTIVO

La quinta sezione è dedicata alla Assemblea esecutiva. Vengono sottolineati i modi in cui l’assemblea deve operare e deve venire eletta. Sono inoltre specificati i compiti e le modalità di elezione del premier.

VI SEZIONE – CORTE DI GIUSTIZIA

La sesta sezione delinea il sistema giudiziario, affermando i diritti degli imputati e l’indipendenza della giustizia

VII SEZIONE – L’ALTA COMMISIONE ELETTORALE

La settima sezione specifica i compiti della commissione elettorale e le modalità di elezione dei suoi rappresentanti.

VIII SEZIONE – SUPREMA CORTE COSTITUZIONALE

L’ottava sezione sancisce il ruolo della suprema corte costituzionale e le modalità di elezione.

XI SEZIONE – DISPOSIZIONI GENERALI

Composta da articoli di ordine vario

ANALISI COMPARATA:

La costituzione italiana e quella del Rojava appartengono a “generazioni” differenti: la prima alla generazione delle costituzioni dell’immediato seconda dopo guerra, caratterizzato dall’incontro/ scontro tra le grandi ideologie del ventesimo secolo: quella comunista, quella socialista, quella cattolica e quella liberale; la seconda è una carta del ventunesimo secolo e nasce nel vivo della lotta tra libertà e fondamentalismo. Ne consegue che la parte della Carta del Rojava dedicata ai principi è molto essenziale e, sopratutto, ha un contenuto più concreto (sono, infatti, presenti più riferimenti alla contingente realtà sociale della regione) e meno generale.

La costituzione italiana disegna l’architettura di uno stato regionale, quella della Rojava di uno stato confederale nel quale i differenti cantoni mantengono tutta la loro sovranità, mettendo in comune degli organi. Entrambe le carte assumono dal diritto naturale il riconoscimento dei diritti inalienabili e la difesa delle componenti più deboli della società: donne e bambini. Inoltre entrambe le carte si ispirano ai principi del giurisdizionalismo e rispettano la teoria montesquieiana della separazione dei poteri. E’ presente un forte riferimento alla democrazia diretta di stampo rousseauiano e una estensione dei diritti alla tutela della natura e dell’ambiente, con una sottolineatura “ecologica” dal timbro piuttosto originale. Forte è l’aspirazione a una società laica, multietnica, pacifica e tollerante con una forte partecipazione paritaria delle donne alla vita dello stato.

In aggiunta, entrambe le costituzioni prevedono un sistema parlamentare fondato sui rapporti tra potere legislativo e potere esecutivo, che si esplicita attraverso il rapporto di fiducia tra Parlamento e governo. La carta del Rojava, a differenza di quella italiana, che prevede due camere, descrive un sistema unicamerale.

Nell’architettura della carta in Rojava, così come in Italia, la regolamentazione del potere legislativo precede quella del potere esecutivo, segno della volontà di assegnargli una preminenza.

La carta del Rojava prevede e regola il funzionamento di un’Alta Commissione Elettorale, con funzioni di controllo, organo sconosciuto alla Costituzione Italiana.

La Costituzione del nascente stato, in modo più essenziale rispetto a quella italiana, prevede la piena indipendenza del potere giuridico. I ruoli e i compiti delle Supreme Corti Costituzionali sono nell’essenza sovrapponibili. Diversa è la composizione. Quella prevista dalla Carta del Rojava è diretta emanazione dell’Assemblea legislativa e, per questo, la sua indipendenza dal potere politico è almeno in ipotesi più flebile.


Bibliografia:

 Il testo in italiano della Carta di Rojava, http://www.uikionlus.com/carta-del-contratto-sociale-del-rojava-siria/


ROJAVA A FUMETTI: LE AVVENTURE DI ZEROCALCARE

 Michele Rech (alias Zerocalcare) è un fumettista italiano, diventato famoso per il suo lavoro chiamato La profezia dell’armadillo, disegnato nel 2011. Nel passato recente, si è reso autore di due nuovi fumetti riguardanti l’attualità e, in particolare, il conflitto politico-religioso iniziato dall’organizzazione terroristica dell’ISIS nella sottile striscia siriana di territorio chiamata Rojava. Zerocalcare si è recato dunque a Kobane, capitale della resistenza anti-terroristica curda, situata al confine della frontiera turca nel nord della Siria, per poter approfondire l’aspetto più importante della battaglia in corso: l’aspetto umano. I suoi due lavori, ovvero Kobane Calling e Ferro e Piume, ritraggono fedelmente la determinazione, il coraggio e l’incredibile consapevolezza dell’importanza delle proprie azioni delle donne, degli uomini e dei bambini di religioni diverse che si sono alleati per fronteggiare un nemico che minaccia di toglier loro la vita e i diritti che meritano. Zerocalcare disegna i resistenti come eroi moderni, che non combattono per la gloria o per sete di potere, ma per alti ideali, lottando con le unghie e con i denti e nutrendosi di speranza anche nelle situazioni più complicate e ingiuste in cui un essere umano possa trovarsi. La sua matita ha realizzato non solo dei fumetti originali, ma che possano essere d’ispirazione per chi ha perso le speranze in un mondo sempre più cupo e chiuso in se stesso, dimostrando che le differenze culturali sono e devono essere non un motivo di contrasto, ma un valore aggiunto della società odierna. Le migliaia di facce curde, assire, arabe, cristiane, musulmane e yezide cadute in battaglia in nome della libertà, delle loro famiglie e di un futuro migliore, sono le icone di quanto armonica possa essere la diversità. Vivere e morire insieme. Diversi ma uguali.

kobane


Bibliografia:

Zerocalcare, Kobane Calling, “Internazionale”, n.1085, 2015

Zerocalcare, Ferro e Piume, “Internazionale!, n. 1122, 2015