LE TRE COSTITUZIONI FRANCESI (1791, 1793, 1795)

marzo 23, 2016

Contesto storico generale:

La Rivoluzione Francese scoppiò nel 1789 dando inizio a un decennio di importante elaborazione politica prima dell’era napoleonica.

Vigilia della rivoluzione

Nel 1789 in Francia la popolazione era divisa in:

– nobiltà che aveva il monopolio delle cariche pubbliche e numerosi privilegi economici e fiscali;

– clero che godeva di enormi privilegi;

– terzo stato che era lo strato più numeroso e vario della popolazione, composto da borghesi, commercianti ed artigiani, proletariato urbano e contadini. Era proprio il terzo stato quello che doveva sopportare le maggiori pressioni fiscali avendo anche le minori libertà.

Costituzioni francesi-TerroreCause della rivoluzione francese

Il regime monarchico entrò in crisi a causa di difficoltà finanziarie dovute alle forti spese per la partecipazione alle guerre e per gli sperperi dei  sovrani. Venne proposta una riforma economica in cui la tassazione intaccava i privilegi dei nobili e del clero. Questi ultimi, per contrastare tali riforme, costrinsero il re Luigi XVI a convocare gli Stati Generali che non si erano più riuniti dall’epoca di Luigi XIII.

Gli Stati Generali erano un’assemblea in cui ogni ordine sociale (nobiltà, clero e terzo stato) doveva avere un numero eguale di deputati, ma il Terzo stato chiese ed ottenne di avere un numero di rappresentanti basato sulla popolazione così da riuscire a contrastare le votazioni della nobiltà e del clero che spesso andavano a coincidere per mantenere i propri privilegi.

Votazione a testa o per Ordine? 

Se il re concesse al terzo stato di avere un numero di rappresentanti doppio, tuttavia l’aristocrazia ottenne che le votazioni negli Stati generali avvenissero “per ordine” e non “per testa”. In altre parole, a ogni “stato” toccava un voto e quindi la nobiltà e il clero avrebbero avuto in ogni caso la maggioranza. La questione andò avanti per più di un mese.

Il giuramento della Pallacorda 

Il Re, appoggiato dai nobili, non prendeva una decisione sulla questione del voto, così i deputati del terzo stato si riunirono nella sala della Pallacorda (23 giugno 1789) dove giurarono di dare una Costituzione alla Francia. Il Clero più povero e 47 membri della nobiltà appoggiarono lo spirito riformista del terzo stato e presero parte con loro alla formazione dell’ Assemblea Nazionale Costituente. Luigi XVI sconfitto sul piano politico, decise di ricorrere alla forza, ma la borghesia reagì e, con l’aiuto delle classi popolari, il 14 luglio assalì e conquistò la Bastiglia, la prigione simbolo del dispotismo del regime assoluto. Quella che era nata come una rivolta economica mossa dalla nobiltà a difesa dei propri privilegi diventò invece una rivoluzione politica che coinvolse il terzo stato. 

La rivoluzione

Dopo la presa della Bastiglia si succedettero eventi a catena: una rivoluzione nelle città (guidata dalla borghesia) che portò all’abolizione delle municipalità dell’antico regime e alla formazione della guardia municipale e una rivolta nelle campagne che portò alla cancellazione del sistema feudale. La rivoluzione, quindi, si estese anche nelle campagne coinvolgendo tutta la popolazione.

Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del Cittadino

Il 26 agosto 1789 venne promulgata la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del cittadino che era la premessa della Costituzione del 3 settembre 1791. Il re però non approvò i decreti dell’Assemblea Costituente ed il popolo si mobilitò di nuovo marciando su Versailles costringendo il sovrano a trasferirsi a Parigi, alla Tuileries. Questo fu l’inizio di una monarchia costituzionale. Giacobini, Foglianti e Girondini. A questo punto la Costituente venne sciolta e si elesse l’Assemblea legislativa. Si verificò però una scissione all’interno dell’Assemblea. Si formarono così una serie di gruppi: i Giacobini, guidati da Robespierre e legati ai Sanculotti (lavoratori poveri e piccoli artigiani parigini) e i Girondini, guidati da Brissot e più legati ai ceti possidenti e mercantili delle province, avevano atteggiamenti più estremi; i Foglianti, con a capo La Fayette, erano più moderati; al centro vi erano gli Indipendenti cioè coloro che non avevano una posizione precisa.

La seconda rivoluzione

Il 20 aprile 1792 la Francia dichiarò guerra alla monarchia asburgica. L’inizio dello scontro fu disastroso per le truppe francesi a causa della mancanza di generali che erano tutti nobili. Il 10 agosto del 1792 i Sanculotti assaltarono la Tuileries per catturare il Re che con  la sua famiglia fu costretto a rifugiarsi presso l’Assemblea legislativa. Il potere esecutivo passò alla Comune che proclamò una elezione a suffragio universale per la formazione di una assemblea legislativa nuova: la Convenzione. L’assemblea era costituita dai Girondini che erano a favore di una monarchia costituzionale, i Montagnardi ovvero i Giacobini a favore di una Repubblica e la Pianura cioè i neutri. Sul fronte militare Doumoriez guidò l’esercito nazionale alla vittoria nella battaglia di Valmy (20 settembre 1792) e riconquistò Nizza e il Belgio. Il re Luigi XVI venne arrestato e fu ghigliottinato il 21 gennaio del 1973 per alto tradimento dopo il ritrovamento di lettere scambiate tra lui e la nobiltà fuggita.

La guerra rivoluzionaria

La Francia nei primi mesi del 1793 dichiarò guerra alla prima coalizione (Gran Bretagna, Austria, Spagna, Portogallo, Regno di Napoli, Regno di Sardegna) ma 18 marzo venne sconfitta a Neerwinden. Si decise allora di ricorrere alla leva obbligatoria provocando la rivolta dei contadini della Vandea e scatenando in questa regione una guerra civile. Intanto il protrarsi di una grave crisi economica provocò la nascita di un movimento estremista, gli Arrabbiati. Quest iultimi assaltarono la Convenzione provocando la ribellione nelle regioni di Lione, Marsiglia, Normandia, Bretagna con prevalenza di Girondini. Iniziò così un’altra guerra civile. Il 24 giugno veniva approvata la seconda costituzione che non entrò mai in vigore ma che sarebbe diventata il modello delle future costituzioni democratiche.

Robespierre e il Terrore

Per fronteggiare le crisi nazionali e la minaccia degli eserciti stranieri alleati contro la Francia, i poteri furono affidati a un Comitato di salute pubblica (1793) guidato dal giacobino Robespierre, che pose il calmiere sul prezzo del grano e dei generi alimentari. I metodi autoritari adottati dal Comitato portarono alla repressione degli avversari politici e anche di diversi esponenti giacobini contrari ai metodi di Robespierre (alcune migliaia di oppositori vennero ghigliottinati dopo processi sommari). Robespierre giustiziò anche coloro che erano contrari alle sue idee ma comunque a favore della rivoluzione come gli Indulgenti, che volevano la fine dei metodi violenti, e gli Hebertisti, che volevano portare a livelli ancora più estremi la rivoluzione. Per questo motivo il periodo dall’autunno 1793 all’estate 1794 è stato definito il Terrore.

Molti deputati della Convenzione però volevano destituire il Comitato, così il 28 luglio 1794, Robespierre e i suoi collaboratori vennero ghigliottinati senza processo.

Il governo del direttorio

Il periodo che fece seguito alla fine del Terrore prese il nome di Termidoro e vide il prevalere di una linea politica moderata. Venne attuata una economia liberale che però provocò solo l’aggravarsi della crisi economica e si pose fine con l’esercito a tutte le insurrezioni dei Realisti,  il movimento cui aderivano coloro che volevano portare sul trono Luigi XVIII. Il 22 agosto 1795 venne emanata la terza costituzione francese. Nel 1795 furono firmate paci o alleanze con tutte le nazioni con cui la Francia era in guerra tranne che con l’Austria e la Gran Bretagna.

Costituzioni francesi- Presa della Bastiglia

LA COSTITUZIONE FRANCESE DEL 1791:

La prima Carta costituzionale francese ebbe vita brevissima, trascinata verso il nulla dalla tempesta della Rivoluzione. Tuttavia ha fissato in caratteri indelebili i principi essenziali di ogni governo che oggi chiamiamo democratico: l’esistenza di diritti fondamentali dei cittadini, la rigidità della Costituzione e dunque la necessità di una garanzia della stessa, la separazione dei poteri.

Contesto storico:

Il 5 maggio 1789 iniziarono gli stati generali dopo un lungo scontro, non ancora concluso, che vedeva da una parte il clero e nobiltà e dall’altra i patrioti, un nuovo partito che riuniva il terzo stato e alcuni rappresentati della nobiltà e del clero più povero. I primi volevano che la votazione avvenisse per ordini e che ci fosse una camera per ogni stato, il secondo chiedeva che si votasse per testa in un’assemblea unica. Lo scopo dei patrioti era quello di creare un sistema in cui il terzo stato fosse in grado di opporsi al clero e alla nobiltà che, altrimenti, alleandosi avrebbero sempre vinto. Luigi XVI accettò il voto per testa ma stabilì che si tenessero assemblee separate. Il 20 giugno con il giuramento della Pallacorda il terzo stato affermò l’intento di non separarsi se non dopo aver dato alla Francia una costituzione. Il 9 luglio nacque così una sola assemblea chiamata Costituente. Ben presto, quella che era nata come una rivolta economica divenne una rivolta anche politica che coinvolse la borghesia che il 14 luglio 1789 prese la Bastiglia. Questo evento si considera l’inizio della rivoluzione che dilagò rapidamente anche nelle province dove assunse una connotazione antinobiliare. L’insurrezione contadina spinse la Costituente ad abolire il regime feudale (5-11 agosto 1789) e a scrivere la Dichiarazione dell’Uomo e del Cittadino (26 agosto 1789). Il 21 giugno 1791 il re tentò di fuggire e la sua azione venne interpretata come un tradimento. Il 18 luglio mentre il popolo manifestava a Campo di Marte, chiedendo la deposizione del re e la repubblica, la guardia nazionale sparò sui manifestanti provocando 50 vittime (massacro di Campo di Marte). La Fayette (capo della guardia nazionale) creò un nuovo partito, i Foglianti, a favore della monarchia costituzionale. La Costituente risultava così suddivisa in tre gruppi principali: i Foglianti a favore di una monarchia costituzionale, i Giacobini e Girondini a favore di una repubblica e gli Indipendenti che non erano schierati in modo netto e definito. Il 3 settembre 1791 la Costituente emanò la costituzione.

La Dichiarazione dei diritti dell’uomo:Costituzione 1791

Come premessa alla Costituzione è stata posta la Dichiarazione dei diritti dell’uomo (20-26 agosto 1789) che resta tutt’oggi il principale punto fermo per capire e valutare il contributo della Rivoluzione Francese. E’ necessario che sia valutata in relazione ai numerosi stimoli con i quali si sono confrontati i suoi redattori: la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti del 1776, la carta dei diritti inglese del 1689, i grandi giuristi dell’Illuminismo, i fondatori del diritto naturale: Locke, Voltaire, Rousseau e gli Enciclopedisti. Quindi la Dichiarazione dei diritti dell’uomo pose le fondamenta di una nuova visione del mondo.

L’intero testo ha un carattere di solennità e universalità infatti parla di diritti naturali, inalienabili e sacri ed è rivolto a tutte le epoche.  Secondo i rappresentanti del popolo francese la dimenticanza, il disprezzo o l’ignoranza dei diritti dell’uomo erano la causa dei mali pubblici e della corruzione dei governi. Secondo loro con tale dichiarazione le richieste dei cittadini, fondate su principi incontestabili, sarebbero state volte alla conservazione della costituzione e al bene generale.

I diritti sono sanciti in 17 articoli raggruppabili in due parti.

La prima parte riguarda i diritti dell’uomo  che si possono dividere in tre campi principali.

– Il primo campo sancisce la libertà

Art 4 La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce agli altri. L’esercizio dei diritti naturali di ciascuno ha come solo limite quelli che garantiscono gli altri membri della società.

Art 5 La legge ha il diritto di vietare solo ciò che è nocivo per la società

Art 10 Nessuno deve essere indagato per le sue opinioni, anche religiose.

 Art 11 C’è la libertà di comunicare pensieri e opinioni.

– Il secondo sancisce l’uguaglianza nelle tasse e nelle leggi.

Art 1 Gli uomini nascono e rimangono liberi con uguali diritti.

Art 6 La legge è l’espressione della volontà generale. Deve essere uguale per tutti e tutti devono essere ammessi a tutte le cariche senza nessun altra distinzione oltre alla virtù.

Art 13 Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese di amministrazione, è indispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito tra tutti i cittadini, in ragione delle loro facoltà.

-Il terzo afferma che la proprietà è sacra ed inviolabile.

Art 17 Poiché la proprietà è un diritto sacro ed inviolabile nessuno può esserne privato).

La seconda parte afferma invece:

– l’esistenza di diritti della Nazione, che ruotano intorno al concetto di sovranità nazionale;

– l’idea che le leggi sono espressione della volontà generale;

– la necessità della separazione dei poteri enunciata da Montesquieu.

Art 2 Il fine di ogni organizzazione politica è la conservazione dei diritti naturali.

Art 13 Per il mantenimento dello stato ogni cittadino deve contribuire in ugual misura in base ai propri mezzi.

Art 16 Ogni società in cui non sono garantite la tutale dei diritti e la spartizione dei poteri è priva di costituzioni.

Definizione di nazione:

La Costituzione prevedeva una monarchia dai poteri limitati. La monarchia di diritto divino era finita con il simbolico cambiamento del titolo assegnato al Re, non più “di Francia”, ma “per grazia di Dio e Costituzione dello Stato, re dei Francesi”. La sovranità apparteneva alla Nazione, intesa come quel gruppo di soggetti che sentono di condividere un destino comune per tradizione di vita associata formatasi per una comunanza di elementi, come razza, religione, territorio, lingua. (3. Il principio di ogni sovranità risiede nella nazione).

Divisione dei poteri:

Seguendo il principio della separazione dei poteri, sancito nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, al Re competeva il solo potere esecutivo e si avvaleva dei ministri che formavano il suo governo. Il Re conservava tuttavia un potere di veto sospensivo sui provvedimenti approvati dall’Assemblea per non più di quattro anni. Questo veto «non può applicarsi né alle leggi costituzionali, né alle leggi fiscali, né alle deliberazioni concernenti la responsabilità dei ministri» che possono essere messi in stato d’accusa dall’Assemblea, alla quale rimaneva invece il controllo sulla condotta degli Affari esteri del Capo dello Stato. Il sovrano non poteva sciogliere l’Assemblea, né dichiarare guerra, né firmare trattati di pace.

Il potere legislativo veniva affidato ora all’Assemblea Nazionale Legislativa, composta di 754 deputati ed eletta per la durata di due anni.

Suffragio:

L’elezione dei deputati avveniva in due successivi gradi, a suffragio ristretto su base censitaria: il corpo dei cittadini attivi (coloro che pagavano tasse per un valore corrispondente ad almeno tre giornate lavorative) eleggeva al suo interno gli “elettori” ai quali spettava la successiva elezione dei deputati; gli “elettori” dovevano pagare tasse per un valore di almeno dieci giornate lavorative. Gli “elettori” a loro volta potevano eleggere come deputato all’Assemblea Nazionale qualsiasi cittadino attivo. Il diritto di voto era comunque riservato solo agli uomini al di sopra dei 25 anni che pagassero tasse elevate, una soluzione che accontentava la borghesia mentre lasciava insoddisfatti i ceti popolari.

Il potere giudiziario fu affidato alla Magistratura i cui magistrati venivano eletti con le medesime procedure previste per l’elezione dell’Assemblea Legislativa.

Riforme riguardanti il clero:

I beni ecclesiastici furono incamerati e venduti ed i preti dovettero giurare fedeltà alla Costituzione come dei pubblici funzionari. Questi provvedimento diedero vita alle proteste del clero che preso il nome di Clero refrattario.

Riforme amministrative:

Amministrativamente la Francia venne divisa in 83 dipartimenti a cui fu dato il nome di un elemento geografico naturale in esso presente (fiume, montagna, etc.). Ognuno dei dipartimenti fu diviso in distretti, poi cantoni e infine in municipalità. Ogni unità amministrativa venne affidata a due consigli formati da rappresentanti eletti dalla popolazione, uno con autorità esecutiva, l’altro legislativa.

Riforme economiche:

Per quanto riguarda l’aspetto economico furono abolite le dogane interne, i privilegi delle compagnie monopolistiche e le corporazioni di mestiere. Iniziarono anche a pensare ad un unico sistema di pesi e misure. Fu incoraggiata l’iniziativa privata e capitalistica attraverso la liberalizzazione dell’agricoltura, dell’industria e del commercio. Soprattutto si tentò di porre fine ai debiti dello stato attraverso la vendita degli “assegnati”,  cioè di titoli di debito garantiti dal patrimonio ecclesiastico confiscato. Tuttavia questa iniziativa provocò solamente un aumento dell’inflazione.

COSTITUZIONE FRANCESE DEL 1793:

La Costituzione francese del 1793, anche detta Costituzione montagnarda o giacobina, è la carta costituzionale redatta dalla Convenzione nazionale, assemblea parlamentare eletta a suffragio universale maschile che, il 21 settembre 1792, proclamò la Repubblica. Per questo rappresenta i valori estremamente rivoluzionari del periodo repubblicano della rivoluzione francese. E’ costituita da 124 articoli e suddivisa in capitoli. Ad essa è stata premessa una Dichiarazione dei diritti. Viene considerata una Costituzione radicale e democratica. Radicale perché è stata composta seguendo solo gli ideali giacobini. Il suo scopo era quello di accelerare il processo attraverso il quale si sarebbero dato ad ogni uomo le stesse opportunità migliorando gli aspetti materiali della sua vita. E’ considerata anche tra le prime costituzioni democratiche poiché garantisce l’uguaglianza di tutti gli esseri umani in quanto tali e a tutti i cittadini uguali diritti.

Contesto storico:

Il 10 agosto 1792 il popolo assaltò la Tuileries per catturare il sovrano il quale fu costretto a rifugiarsi presso l’assemblea legislativa. Il potere esecutivo passò ad un organismo nuovo chiamato la Comune. Questo organo promosse l’elezione con il suffragio universale di una nuova costituente. La redazione della costituzione fu rallentata dalla guerra della Francia contro le altre nazioni europee e dalle divergenze tra partiti interni alla Costituente. Durante il 1792 e il 1793 la Francia portò avanti sia una guerra di propaganda, per estendere la rivoluzione, sia di conquista militare delle frontiere naturali (Reno, Alpi, Pirenei) e sia economica, per porre fine alla concorrenza commerciale della Gran Bretagna. I contrasti interni tra i diversi schieramenti politici portarono però a diverse guerre civili, una dei contadini della Vandea contro la coscrizione obbligatoria e una delle regioni a prevalenza Girondina, un movimento moderato, contro il movimento estremista degli Arrabbiati. L’assemblea al suo interno era frammentata in tre fazioni principali. I Girondini (circa 200 deputati) avevano una visione più moderata favorevole a una monarchia costituzionale, i Montagnardi (riconoscibili nei Giacobini) (circa100) volevano istaurare una repubblica, la pianura (circa 449 ) erano neutrali e si schieravano in modo diverso nei vari provvedimenti adottati dalla Comune. Ad ogni modo il 24 giugno 1793 venne emanata la nuova Dichiarazione dei diritti dell’uomo e la nuova costituzione. Tuttavia non venne mai applicata poiché si preferì creare organi con poteri speciali (comitato di salute pubblica e Comitato di sicurezza generale) per far fronte alla situazione critica.

Dichiarazione dei diritti dell’uomo:Costituzione 1793

La Dichiarazione redatta all’inizio del 1793 viene tradizionalmente considerata in contrasto con quella del 1789.

Lo scopo di questa dichiarazione è esporre  i diritti sacri e inalienabili dell’uomo affinché tutti i cittadini non si lascino mai opprimere dalla tirannide e affinché il popolo abbia sempre davanti i fondamenti della sua libertà.

 Art 1 Lo scopo della società è il bene comune. Il governo è istituito per garantire all’uomo il godimento dei suoi diritti naturali e imprescrittibili.

I diritti fondamentali sono ancora una volta l’uguaglianza, la libertà, la sicurezza, la proprietà  (Art 2).

Tuttavia vengono estesi i diritti espressi nella Dichiarazione del 1789 con una particolare attenzione prestata a quelli che oggi chiameremmo diritti sociali nell’ambito materiale e spirituale. Proprio in virtù di questo aspetto la costituzione del 1793 viene considerata rivoluzionaria.

Viene affermato il diritto alla felicità, all’istruzione, al bene comune, al lavoro, all’assistenza per chi non è in grado di lavorare. Viene inoltre sancito, facendone un dovere, il diritto ad insorgere contro ogni forma di oppressione.

Art 21 I soccorsi pubblici sono un debito sacro. La società deve provvedere alla sussistenza dei cittadini bisognosi, sia procurando loro lavoro, sia assicurando i mezzi di esistenza a chi non è in grado di lavorare.

Art 35 Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ogni frazione del popolo, il più sacro dei diritti e il più imprescindibile dei doveri).

Divisione dei poteri:

Ogni potere viene posto nelle mani di una assemblea legislativa eletta ogni anno a suffragio universale. Questa assemblea eleggeva a propria volta un consiglio esecutivo composto da 24 membri. Viene inoltre sancito il referendum come strumento per l’approvazione della costituzione e delle leggi più importanti. Con questa amministrazione viene messo in risalto il ruolo del  popolo il quale influisce direttamente sugli organi di governo con l’elezione a suffragio universale e sulle leggi con i referendum (introdotto per la prima volta nella storia).

Suffragio:

Il suffragio venne esteso a tutti gli uomini maschi con 25 anni compiuti.

COSTITUZIONE FRANCESE DEL 1795:

Il 22 agosto 1795 il governo del direttorio guidato dai Termidoriani emanò una nuova costituzione preceduta da una Dichiarazione dei doveri dell’uomo e del cittadino. Nella dichiarazione sono esposti 20 articoli che elencano i diritti del cittadino e 9 articoli che ne spiegano i doveri mentre il testo vero e proprio è suddiviso in 377 articoli raggruppati in 19 capitoli, ognuno dei quali tratta di un problema differente.

Contesto storico:

Dopo la congiura del comitato del 24 luglio 1794 ai danni di Robespierre e dei suoi più stretti collaboratori, i Termidoriani, cioè i congiuranti, divennero la classe dirigente. I termidoriani erano formati sostanzialmente dalla classe borghese che voleva attuare una politica moderata volta a creare un governo stabile. Per quanto riguarda le riforme economiche attuarono un brusco cambiamento in direzione del liberalismo economico che provocò l’aggravamento della crisi e numerosi insurrezioni dei ceti popolari. Il governo dovette destreggiarsi tra il movimento dei realisti che voleva il ritorno di una monarchia con Luigi XVIII e che attuavano la persecuzione di giacobini e sanculotti (terrore bianco) e i movimenti estremisti come i Sanculotti che volevano il ritorno ad una repubblica estrema. Spesso i Termidoriano ricorsero all’esercito per porre fine alle continue insurrezioni in tutta la nazione da parte di entrambi gli schieramenti.

Dichiarazione dei doveri:constitution francaise 1795

La dichiarazione del 1795 registra il peggioramento e talvolta il ripudio di una parte dei principi contenuti nelle dichiarazioni precedenti.

Vengono sospesi tutti gli articoli considerati pericolosi:

– Viene eliminata l’idea che gli uomini nascono e rimangono liberi e con eguali diritti;

– Scompare la nozione di libertà di diritto di fare ciò che non nuoce agli altri;

– Non viene più affermato che la concezione che tutti sono uguali e che lo stato deve abolire le differenze di sangue;

– Non compaiono più i “diritti sociali” soprattutto viene rimosso il diritto all’insurrezione.

– La proprietà privata viene nuovamente considerata un elemento alla base dell’ordine sociale. Questo è un principio che ignora del tutto le richieste pseudo collettivistiche degli Arrabbiati o di una redistribuzione delle ricchezze auspicata dai giacobini.

Art 8 E’ sul mantenimento della proprietà che riposa la coltivazione delle terre, tutte le produzioni, ogni mezzo di lavoro, e tutto l’ordine sociale.

-Viene posto un forte accento sul sacro dovere del rispetto delle leggi e dei valori come la famiglia.

Art 3 Gli obblighi di ognuno verso la società consistono nel difenderla, nel servirla, nel vivere sottoposti alle leggi, e nel rispettare quelli che ne sono gli organi.

Art 4 Nessuno è buon cittadino, se non è buon figliuolo, buon padre, buon fratello, buon amico, buon marito.

Art 5 Nessuno è uomo perbene se non è francamente e religiosamente osservatore delle leggi.

-L’uguaglianza viene ribadita ma solo in ambito civile, non politico.

Divisione dei poteri:

Il potere legislativo viene detenuto da due consigli. Il Consiglio dei Cinquecento propone e redige i testi delle leggi mentre il Consiglio degli anziani formato da 250 persone decide se approvare o meno le proposte. Ai due consigli spetta il compito di promulgare le leggi, controllare il bilancio e i ministri e eleggere il Direttorio.

Il Direttorio detiene il potere esecutivo. E’ costituito da cinque membri che restano in carica per cinque anni e che vengono scelti dal Consiglio degli Anziani  tra una rosa di candidati proposta dal Consiglio dei Cinquecento . Questo orano detiene un grande potere quasi paragonabile a quello del re.

Suffragio:

Per quanto riguarda il  suffragio viene ripresa la struttura a due livelli elaborata nella Costituzione del 1791. Venne fatta una distinzione tra cittadini attivi e passivi. Ai primi (mendicanti, servi, domestici, salariati) non venivano riconosciuti i diritti politici. I cittadini attivi con 25 anni compiuti e che pagavano le imposte in misura equivalente al costo di tre giornate di manodopera non qualificata potevano scegliere i membri dei consigli municipali. I cittadini che pagavano delle imposte pari a dieci giornate di lavoro potevano votare i deputati dell’Assemblea legislativa.


Testo costituzione 1791 in francese:

http://www.eurostudium.uniroma1.it/ricerche/didattica/strumenti_didattici/fonti/700/costituzione_1791.php

Testo costituzione 1791 in italiano :

http://www.dircost.unito.it/cs/docs/francia179.htm

Testo costituzione 1793 in francese:

http://www.eurostudium.uniroma1.it/ricerche/didattica/strumenti_didattici/fonti/700/costitution_1793.php

Testo costituzione 1793 in italiano:

http://www.dircost.unito.it/cs/docs/francia180.htm

Approfondimento storico sulla costituzione del 1793:

http://www.storico.org/seicento_eta_lumi/costituzione_francese1793.html

Testo costituzione 1795 in francese:

http://www.conseil-constitutionnel.fr/conseil-constitutionnel/francais/la-constitution/les-constitutions-de-la-france/constitution-du-5-fructidor-an-iii.5086.html

Testo costituzione 1795 in italiano:

 http://www.dircost.unito.it/cs/docs/francia182.htm

 Bibliografia (siti per un confronto tra le tre Costituzioni):