L’ISONOMIA NEL MONDO GRECO, DALLE ORIGINI ALL’ETA’ CLASSICA

marzo 23, 2016

La parola isonomia1 (dal greco isos: “uguale” e nomos: “legge”) rappresenta il concetto di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Questo noto e importante concetto affonda le sue origini nel mondo classico, in particolare in quello dell’antica Grecia. Infatti, fin dai tempi di Omero (VIII sec. a.C.), iniziarono le ricerche sulla forma migliore di polis: per quanto allora non si parlasse ancora propriamente di isonomia, vale comunque la pena di analizzare a quali conclusioni giunsero tali indagini. Innanzitutto, le poleis dovevano essere abbastanza grandi per potersi governare da sole, ma non troppo estese per far sì che i cittadini si conoscessero tra loro; inoltre, esse dovevano essere economicamente indipendenti (autarchia)3, e, come terzo principio fondante, indipendenti anche politicamente (autonomia)4. Già partendo dall’ etimologia di questi termini, contenenti spesso la radice nomos (“legge” in greco), si può procedere nell’analisi del complesso dibattito politico classico.

Si può notare infatti che, nei tempi più antichi, l’accento era posto sull’assenza di dominazioni straniere sulla propria città: essere uomini liberi, e di conseguenza poter decidere le proprie leggi, in un tempo in cui guerre e oppressioni erano all’ordine del giorno, era il valore più grande. E’ interessante sottolineare quanto fossero strettamente collegate le idee di libertà e autonomia, di quanto cioè un cittadino si considerasse veramente libero solo se era governato da leggi scelte dal sovrano che egli riconosceva come proprio e come legittimo (da qui alla democrazia la strada sarà lunga, ma inesorabile).

Successivamente, nel VII-VI secolo, l’attenzione gradualmente fu spostata dall’autonomia all’eunomia5, dalle leggi libere alle leggi buone, ovvero che andassero il più possibile a beneficio del cittadino.

Questo termine dà il titolo ad un componimento del poeta elegiaco spartano Tirteo6. Si tratta di un’esortazione ai cittadini di Sparta ad avere fiducia nell’ordinamento della propria città, scritto durante la seconda guerra Messenica7 (685-668 a.C.). Il fatto che si credesse, dunque, nel buon governo della propria polis era diventato un requisito per l’esistenza della polis stessa: secondo Solone8 (legislatore e poeta ateniese, 68-558 a.C.), infatti, “L’eunomia rende tutto ordinato e perfetto, mette in  ceppi gli ingiusti, smussa le asperità, pone fine all’eccesso (koros), abbatte la tracotanza (hybris), secca i fiori rigogliosi della rovina (ate), raddrizza i giudizi storti, mitiga la superbia e fa cessare la discordia […]. La dysnomia invece (il suo opposto) porta infiniti mali alla città”. Il VI sec. a.C. fu un periodo di rivoluzione economica e sociale, e fece scaturire dunque la necessità di un governo capace di far fronte ai cambiamenti ai quali la società stava andando incontro. Non più minacce esterne che richiedevano la libertà delle legislazioni, ma mutamenti interni che richiedevano la stabilità e la validità di esse.

Infine, nella seconda metà del VI sec. a.C., ecco che si viene ad affermare il concetto di isonomia vero e proprio , grazie alla riforma di Clistene9 (565-492 a.C.), uomo politico ateniese che continuò l’opera di democratizzazione iniziata da Solone ripristinandone la costituzione dopo aver deposto il tiranno Ippia10. Egli fu il primo ad usare questo termine, che non indicava l’uguaglianza assoluta, ma l’uguaglianza di fronte alla legge, con uguali diritti ed uguali doveri. La fede in questo ideale si rafforzò ancor di più in seguito ai successi della seconda guerra persiana11 (491-479 a.C.), che simboleggiò idealmente la superiorità di un popolo libero e uguale rispetto a un popolo di “schiavi”, sottomessi ad un imperatore. Ciò divenne anche un topos letterario grazie alla tragedia dei Persiani12 di Eschilo. Anche Erodoto13 (484-40 a.C.) lo utilizza nelle sue Historie, quando fa in modo che Otane si esprima in favore proprio dell’isonomia, dicendo “Il governo del popolo ha il nome più dolce di tutti, isonomia, e non fa nulla di ciò che fa un monarca. La maggioranza decide, chi è al potere è ritenuto responsabile, e ogni decisione è presa pubblicamente”.


Note:

http://www.treccani.it/vocabolario/isonomia/

http://www.treccani.it/enciclopedia/omero/

https://it.wikipedia.org/wiki/Autarchia

http://www.treccani.it/vocabolario/autonomia/

http://www.treccani.it/vocabolario/eunomia/

http://www.treccani.it/enciclopedia/tirteo/

https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_messenica

https://it.wikipedia.org/wiki/Solone,   https://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_di_Solone

https://it.wikipedia.org/wiki/Clistenehttps://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_di_Clistene

10  https://it.wikipedia.org/wiki/Ippia_%28tiranno%29

11  http://www.treccani.it/enciclopedia/guerre-persiane_%28Enciclopedia-Italiana%29/

12  http://miriamgaudio.blogspot.it/2014/01/i-persiani-eschilo-riassunto-ed-analisi.html

13  http://www.treccani.it/enciclopedia/erodoto/